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VFV Tecnica antincendio e protezione civile

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Seguono i testi di alcuni degli articoli pubblicati
XVIII Congresso Nazionale: Trivero - Ponzone (Biella) 3-4 Ottobre 1998


VOLONTARI, COMUNI E VVF...

IL DIBATTITO SULLA PROTEZIONE CIVILE E’ VIVO. 98 SINDACI VENETI INCONTRANO I VVF PERMANENTI E VOLONTARI PER PROPORRE NUOVE PROPOSTE
di CRISTINA TOSO

"Per divenire europei si deve valorizzare il volontariato, afferma con forza l’On. Paolo De Paoli -Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari - con la regionalizzazione dei Vigili del Fuoco per poi passare ad un accordo con il volontariato della protezione civile". Questi alcuni capisaldi dell’intervento di Paolo De Paoli, enunciati in occasione dell’incontro di numerosi Sindaci veneti che hanno aderito all’invito lanciato da Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia.
E’ il 18 febbraio Massimo Cacciari scrive a tutti i suoi colleghi veneti per proporre "un’incontro sul ruolo dei Comuni in un nuovo sistema di Protezione Civile che articoli precise proposte al Governo per una completa revisione del testo normativo sin qui prodotto e per una coerente impostazione della futura Leqge quadro".
Per fine marzo viene fissata la data dell’incontro. L’intervento di Massimo Cacciari evidenzia che il Volontariato deve essere formato ed attrezzato permanentemente.
A tal fine deve esservi un forte dialogo/confronto con il Corpo dei Vigili del Fuoco. Corpo che deve essere regionalizzato per poter attuare tale dialogo (a livello centrale propone un’Agenzia Nazionale con compiti complessivi di intervento a carattere nazionale).
"In Europa vi sono 3.200.000 Vigili del Fuoco di cui 2.900.000 sono volontari - sottolinea Paolo De Paoli -. In Italia il rapporto e inesistente: 25.000 Vigili del Fuoco effettivi e 3.000 volontari. Unico paese in Europa che va contro tendenza". Nel prosieguo dell’intervento è stato evidenziato che la protezione civile è una difesa dell’uomo, del territorio ma prima di tutto ‘accezione culturale’.
"In molti paesi del mondo - ribadisce Paolo De Paoli - e materia di scuola ed e così che vi e uno stimolo per portare aiuto agli altri". La tecnologia ha fatto passi da giganti anche in questo settore, ad esempio in Giappone sugli edifici in fiamme prima interviene sul luogo un robot che rileva le condizioni interne delI’ambiente ed i danni sommari e poi interviene l’uomo. Rimane innanzitutto, però, l’aspetto educativo, nel senso più ampio della protezione civile.
Se il Sindaco, a norma dell’art.15, comma 3, della legge 225, è autorità comunale di protezione civile, di fatto bisognerebbe mettere a disposizione dello stesso maggiori ‘risorse’ a tal fine. Paolo De Paoli ha ricordato come vi sia maggior ‘sensibilità’ ai temi della protezione civile in Trentino Alto Adige (regione a statuto autonomo), dove a Trento vi sono 6000 volontari vigili del fuoco, con la presenza di uno o anche due distaccamenti per comune, e nella provincia di Bolzano ve ne sono circa 8000.
Negli altri paesi europei vi e un affiancamento pratico, quotidiano, tra Vigili del Fuoco effettivi e volontari.
Intervenuta all’incontro anche Patrizia Cologgi - Ufficio Volontariato - Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha messo in risalto l’importanza per la comunità dell’autoprotezione. In Italia vi sono mezzo migliaio di distaccamenti dei vigili del fuoco effettivi contro oltre 8.000 Comuni.
Stefano Bicego Rappresentante d e I I e Associazioni di Volontariato di Protezione ,civile del Veneto ha evidenziato che "i cittadini residenti sono i migliori garanti del territorio". Su tale punto anche Gioacchino Bratti, Sindaco di Longarone, Comune tristemente conosciuto per la Tragedia del Vajont, ha ricordato l’importanza delle realtà locali nella protezione civile.
Per fare "protezione civile si parte dalla popolazione" rammenta Alfio Pini, Comandante dei Vigili del Fuoco di Venezia.
Un monito, quindi, per tutti: politici, cittadini e volontari già impegnati nella protezione civile.
Gli intervenuti al Teatro Toniolo di Mestre sottoscriveranno un Documento Finale inviato al Sottosegretario di Stato per il Coordinamento della Protezione Civile

DOCUMENTO FINALE APPROVATO
Nell’incontro svoltosi a Mestre per discutere di un nuovo sistema di Protezione Civile alla luce dei provvedimenti legislativi in corso di approvazione, sono emerse le seguenti priorità che si chiede siano tenute nel massimo conto nella redazione del testo finale della legge delega:
1) il riconoscimento del ruolo centrale degli Enti locali nelle attività di monitoraggio, prevenzione, pianificazione, informazione alle popolazioni, organizzazione del volontariato di Protezione Civile, intervento e gestione delle emergenze a carattere locale;
2) assegnazione agli Enti Locali, ai loro organismi consortili, alle Comunità Montane dei finanziamenti, dei mezzi, delle strutture per svolgere al meglio questo ruolo;
3) riconoscimento del ruolo fondamentale del Volontariato, nell’ambito di un nuovo sistema di Protezione Civile che veda lavorare assieme in un unico Servizio, come accade ormai in tutti i paesi europei, professionisti e volontari con alto grado di professionalità;
4) riconoscimento del massimo grado di autonomia alle strutture decentrate, regionali e provinciali, del Corpo dei Vigili del Fuoco, affinché le stesse siano in grado di assicurare la flessibilità più elevata nelI’organizzazione degli interventi in relazione alle particolarità territoriali ed ambientali
5) riconoscimento della necessita di creare forti momenti di coordinamento in sede tecnica a livello provinciale tra le strutture di Protezione Civile degli Enti Locali e quelle del Corpo dei Vigili del Fuoco e di altri Enti competenti nelle emergenze.
Si chiede infine che le riforme previste nel testo della legge delega e da realizzarsi con altri, successivi provvedimenti, risultino coerenti con quanto richiamato nei punti sopra evidenziati.


IL RITARDO DEI SOCCORSI VA RISARCITO

da "Il Sole 24 ORE 9 del 24 novembre 1997"

In alcuni casi si rende necessario per il cittadino avere un intervento urgente per una prestazione sanitaria o di soccorso. Per i casi più gravi ci si pub rivolgere al pronto intervento del proprio territorio che deve predisporre prontamente 1’ invio di un mezzo di soccorso sul posto. Ma cosa fare se il mezzo di soccorso ritarda? II problema si pone se, si determina un danno che si poteva evitare con un intervento tempestivo e adeguato.
In tal caso i terzi possono rivendicare la lesione di un loro diritto se il mezzo di soccorso arriva in ritardo o non era idoneo alle circostanze del caso rivolgendosi al servizio a cui e stata indirizzata la chiamata di emergenza e chiedere ai sensi della Legge 7 agosto 1990 n. 241 (meglio nota coma legge sul diritto di accesso agli atti amministrativi) i tabulati con le trascrizioni telefoniche nonché la copia degli altri atti che attengono all’espletamento del soccorso. Tali atti devono essere consegnati al richiedente non solo dal servizio pubblico (118, VVF, CRI) ma anche da strutture private se coinvolte nel soccorso.
In questo modo si possono ottenere una serie di informazioni utili che attengono agli orari delle chiamate, ai tempi di soccorso, al mezzo utilizzato, all’arrivo sul posto. Qualora si ravvisi un errore od un ingiustificato ritardo nelI’effettuazione del soccorso, il cittadino puo' rivendicare il risarcimento del danno subito.


MODALITA’ DI ACCERTAMENTO DELL’IDONEITA’ TECNICA PER L’ADDETTO ALLA PREVENZIONE INCENDI

Lettera circolare del Ministero dell’Interno del 30 maggio 1997 prot. N. 1739/6104. Corsi di formazione e modalità di accertamento dell’idoneità tecnica del personale incaricato di svolgere, nei luoghi di lavoro, mansioni di addetto alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 626/94 - Chiarimenti.

A seguito delle numerose richieste di chiarimento pervenute a questo Ispettorato in merito all’applicazione di quanto contenuto nella lettera circolare 770/6104 del 12 marzo 1997 ed in attesa della imminente adozione del decreto del Ministero dell’interno e del Lavoro di cui all’art. 13 del D.Lgs. 626/94, si rappresenta quanto segue:
- L’attività di formazione dei lavoratori aziendali incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendi e gestione delle emergenze ai sensi delI’art. 12 del D.Lgs. 626/94 e un obbligo del datore di lavoro che si avvale per le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (D.P.R. 689/59 tabb. A e B, D.M. 16 febbraio 1982, D.M. 30 ottobre 1986) delle strutture del C.N.V. V.F. o di Enti pubblici e privati, per i quali non e prevista una specifica autorizzazione secondo il disposto dell’articolo 3 del D.L. 512 del 1 ottobre 1996, convertito in legge il 28 novembre 1996, n. 609.
-Per ciò che riguarda l’attestato di idoneità, la legge 609/96 ne prevede il rilascio dai Comandi provinciali VV. F. ai lavoratori che abbiano superato una prova tecnica dopo aver frequentato il corso di formazione di cui al precedente capoverso su designazione del datore di lavoro titolare di un’attività soggetta al controllo dei vigili del fuoco. Secondo le vigenti disposizioni non può essere riconosciuto a nessun Ente pubblico o privato alcun tipo di qualificazione connesso all’attività di formazione antincendi di cui all’oggetto.
- Le Pubbliche Amministrazioni che usufruiscono delle prestazioni formative sono tenute al pagamento delle tariffe vigenti.
- Le tariffe da applicare per le attività svolte dal personale C.R. e C.S. sono le stesse sia per le esercitazioni pratiche che per le lezioni propedeutiche alle stesse.
- L’organizzazione ed il numero degli addetti antincendi nelle aziende vanno determinati a seguito della valutazione dei rischi a cura del datore di lavoro.
- Poiché il D.Lgs. 626/94 e la legge 609/96 non ha previsto una specifica deroga per il personale che abbia svolto il servizio di leva nel C.N.VV.F. e per quello iscritto nei quadri del personale volontario, si ritiene che lo stesso se incaricato dal datore di lavoro di assolvere i compiti di cui all’art. 12 del D.Lgs. 626/94 dovrà frequentare specifico corso di formazione e sostenere l’esame di idoneità secondo quanto previsto dalla lettera Circ. M.l. n. 770/6104 del 12.03.97.
Quanto sopra anche in considerazione dell’obbligo di designare gli addetti al servizio di lotta anticendio, emergenza e pronto soccorso, che ricade esclusivamente in capo al datore di lavoro o del dirigente delegato. Sono pervenute inoltre diverse richieste di partecipazione in qualità di docenti ai corsi di formazione di cui al Decreto Interministeriale del 16 gennaio 1 997, relativo ai "contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione".
In merito si precisa che potranno essere svolte solo dal personale che abbia richiesto ed ottenuto autorizzazione della Direzione Generale; nella richiesta devono essere specificati altresi' i contenuti del corso, l’organizzazione, l’Ente committente, il calendario, l’impegno orario di svolgimento al di fuori di quello di lavoro e i compensi.


13° CONGRESSO SLOVENO VV.F. VOLONTARI
del c.s. Franco Zuccato

Nei giorni 30 e 31 Maggio si e svolto a Sezana il 1 3° Congresso Nazionale del Vigili del Fuoco Volontari Sloveni. I lavori si sono aperti nella giornata di Sabato presso il centro SrecKo Kosovel con l’elezione della presidenza del Congresso e la relazione del presidente; hanno preso poi la parola vari delegati dei circa quattrocento presenti con proposte per lo sviluppo dei VV.F. Sloveni per i prossimi cinque anni sino al 2003, anno in cui avverra il prossimo Congresso, c’e stato quindi il saluto delle delegazioni ospiti intervenute: Austria (Vari Land), Germania, Croazia, Italia.
Per gli ospiti stranieri, subito dopo il pranzo e stato organizzata una visita a Lipica sede di una famosa scuola classica di equitazione ed alla grotta carsica di San Canzian, poco conosciuta, ma che definirla bella e davvero riduttivo.
Al pomeriggio sono ripresi i lavori con varie relazioni di carattere tecnico e logistico riguardanti i non pochi problemi creati dal terremoto del giorno di Pasqua che ha duramente colpito la zona di Tolmino e Trieste Caporetto in Slovenia, e che purtroppo faticavo a capire, anche con l’aiuto del collega interprete messomi gentilmente a disposizione. Al termine, un brindisi tra ospiti e delegati con dell’ottimo terrano e prosecco locale. La serata e continuata con una cena con prodotti tipi-ci locali, allietata da polke e valzer. Ben altro ci ha riservato la Domenica, dopo la conferma a presidente dell’associazione dei volontari dell’lng. Ernest Eory, del conferi-mento di varie onorificenze e meriti di servizio, e intervenuto il presidente della Repubblica Slovena Milan Kucan che ha assistito anche alla sfilata dei circa 3000 pompieri convenuti da tutti i distretti sloveni e di una cinquantina di mezzi di soccor-so tra cui sei provenienti dal comando di Trieste; modesta la nostra par-tecipazione peraltro molto gradita.
Questa marea di persone e conflui-ta poi nello stadio, dove si e conclu-sa la manifestazione con discorsi, una saggio con varie scale controventate e a ventaglio in contempo-ranea, ed un lancio di schiuma su tre alberi già predisposti che hanno assunto i colori bianco, blu e rosso della Slovenia.


FONDI AL VOLONTARIATO PER LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI BOSCHIVI
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE
Decreto 19 novembre 1997
Agevolazioni a favore delle organizzazioni di volontariato, ai sensi dell’art. 14 del decreto-legge 29 dicembre 1995, n. 560, convertito con legge 26 febbraio 1996, n. 74, e delle modifiche intervenute con l’art. 7 del decreto-legge 12 novembre 1996, n. 576, convertito con legge 31 dicembre 1996, n. 677. Luglio/Agosto 1998
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO DELEGATO PER IL COORDINAMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE
Visto il decreto del Ministro dell’interno, in data 5 giugno 1996, con il quale viene conferita la delega di funzioni del coordinamento della protezione civile al Sottoseqretario di Stato prof. Franco Barberi;
Vista la legge-quadro sul volontariato 11 agosto 1991, n. 266, in particolare l’art. 6 che prevede presso ogni regione e provincia autonoma l’istituzione e la tenuta dei registri generali delle organizzazioni di volontariato;
Visti gli articoli 4, comma 3, 11 e 18 della legge 24 feb-braio 1992, n. 225;
Visto il decreto-legge 29 dicembre 1995, n. 560, con-vertito, con modificazioni, nella legge 26 febbraio 1996, n. 74, che all’art. 14, comma 3-bis, dispone la spesa di lire 2.000 milioni per il 1996 e di lire 2.000 milioni per il 1997, per il potenziamento delle attrezzature e per il miglioramento della preparazione tecnica delle organiz-zazioni di volontariato che compiono attività di previsio-ne, prevenzione e soccorso in occasione d’incendi boschivi:
Visto l’art. 12 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, commi 1, 2 e 3, in base al quale le regioni, per lo svolgi-mento delle attività di protezione civile, provvedono alla predisposizione ed attuazione dei programmi regionali di previsione e prevenzione e all’approntamento delle strutture e di mezzi necessari per l’espletamento delle attività di protezione civile;
Visto l’art. 7 del decreto-legge 12 novembre 1996, n. 576, convertito con legge 31 dicembre 1996, n.677, che al comma 2-bis, lettera d), stabilisce la decretazione del Ministro per il coordinamento della protezione civile per l’individuazione dei criteri di ripartizione alle regioni e alle province autonome degli importi assegnati per anno, stabilendo altresì che le medesime provvedano, entro il termine indicato nel decreto, all’erogazione dei contributi alle organizzazioni di volontariato che espleta-no attività di previsione, prevenzione e soccorso in occa-sione di incendi boschivi;
Preso atto delle proposte formulate e approvate dai rap-presentanti delle regioni nella riunione del 15 aprile 1996, e tenuto conto dei risultati dell’indagine conosciti-va, effettuata da questo Dipartimento nel novembre 1997, sul grado di coinvolgimento delle organizzazioni di
volontariato, nella lotta agli incendi boschivi, da parte delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano;
Ritenuto di dover ripartire lo stanziamento di lire 4 miliardi; relativo agli esercizi 1996 e 1997, per il 50% in rapporto all’estensione della superficie boscata di cia-scuna regione e provincia autonoma, risultante dal l’in-ventario forestale nazionale, e per il restante 50% in relazione all’impegno mostrato da ciascuna regione e Provincia autonoma nell’attivazione di specifiche con-venzioni con le organizzazioni di volontariato, nel poten-ziamento dei relativi mezzi e attrezzature, nonché nello svolgimento di specifiche attività formative;
Vista l’indagine conoscitiva svolta dal Dipartimento, nel mese di novembre 1997, per definire il livello di risposta delle regioni e delle province autonome alle raccoman-dazioni effettuate con la dipartimentale prot. n.1462/gen 85 del 5 giugno 1995, che al punto 4) richiamava l’at-tenzione degli enti territoriali per l’impiego di volontari nello svolgimento delle attività di prevenzione degli incendi boschivi:
Decreta:
L’importo di lire 4 miliardi, relativo agli esercizi 1996 e 1997, e ripartito fra le regioni e le province autonome, secondo la tabella allegata, parte integrante del presen-te decreto, per il 50% in base al criterio della superficie boscata di ciascuna di esse, in relazione alla superficie nazionale, e per il restante 50% in relazione all’indice di coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato, per gli anni 1996-97 calcolato sulla base del numero delle convenzioni stipulate con le regioni, del potenziamento dei mezzi e delle attrezzature nonché dello svolgimento delle attività formative, in favore delle organizzazioni stesse.
Entro centoventi giorni dalla data del trasferimento dei fondi di cui al presente decreto, le regioni e le province autonome provvederanno all’erogazione dei finanzia-menti alle organizzazioni di volontariato impegnate nella lotta agli incendi boschivi.
Il presente decreto sarà inviato per la prescritta registra-zione ai competenti organi di controllo.
Roma, 19 novembre 1997 11 Sottosegretario di Stato: BARBERI
Registrato alla Corte dei conti il 16 gennaio 1998 Registro n. 1 Presidenza, foglio n. 15
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE
TABELLA DI RIPARTIZIONE DI LIRE 4 MILIARDI RELATIVA AGLI ESERCIZI 1996-97 - LEGGI 26 FEB 1996 n.74 e 31 DIC 1996 n.677
REGIONI E PROVINCE AUTONOME 
Percentuale della superficie boscata regionale sulla sup. boscata nazionale (Fonte l.F.N.) 
Corrispettivo in Lire 
Indice di coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato (anni 1996/97) calcolato in base delle voci:
a) Convenzioni stipulate
b) Potenziamento mezzi e attrezzature 
c) Attivita' di formazione
(indagine DPC NOV 97) 
Corrispettivo in Lire 
TOTALE
ABRUZZO 
BASILICATA 
BOLZANO P. A. 
CALABRIA 
CAMPANIA 
EMILIA ROMAGNA 
FRIULI VENEZIA GIULIA 
LAZIO 
LIGURIA 
LOMBARDIA 
MARCHE 
MOLISE 
PIEMONTE 
PUGLIA 
SARDEGNA 
SICILIA 
TOSCANA 
TRENTO P. A. 
UMBRIA 
VALLE D’AOSTA 
VENETO 
3,714 
3,393 
3,862 
6;650 
4,368 
5,239 
3,341 
5,374 
4,316 
6,899 
2,583 
1,494 
8,569 
1,722 
11,256 
3,071
11,329 
3,919 
3,880 
0,975 
4,046 
74.300.000
67.850.000
77.250.000
133.000.000
8? 3s0.000
104 800.000
66.850.000
107.500.000
86 300.000
138 000.000
51 650 000
29.900.000
171.250.000
34.450.000
225 100.000
61.450.000
226.600.000
78.400.00(0
77.600.000
19.500.000
80.900.000
6
0
3
0
2
5
5
5
4
6
6
0
5
1
6
0
6
3
6
5
6
150.000.000 
75.000.000 
50.000.000 
125.000.000 
125.000.000 
125.000.000 
100.000.000 
150.000.000 
150.000.000 
125.000.000 
25.000.000 
150.000.000 
0
150.000.000
75.000.000
150.000.000
125.000.000
150.000.000
224.300.000 
67.850;000 
152.250.008 
133.000.000 
137.350.000 
229.800.000 
191.850.000 
232.500.000 
186.300;000 
288.000.000
201.650.000
29.900.000:
296.250.000
59.450.000 
375.100.000
61.450.000
376.600.000
153.400.000
227.600.000
144.500.000
230.900.000
TOTALI 
100 
2.000.000.000
80
2.000.000.000
4.000.000.000


SEMPLIFICATE LE PROCEDURE PER L'ISCRIZIONE DEL PERSONALE VOLONTARIO
Con particolare soddisfazione Vi informiamo che le procedure per la presentazione dei documenti e dei requisiti per l’iscrizione del personale volontario, ora disciplinate dalla Circolare n° 54176 Ministero dell’Interno del 22.4.1998¢ sono state semplificate. Riportiamo le comunicazioni effettuate tra Associazione e Ministero dell’Interno sul problema dell’iscrizione che sarà anche materia del prossimo Regolamento del personale volontario vigilfuoco da emanarsi a seguito della Legge 609 del 1996.

Torino, 31 Luglio 1997
Al Signor Sottosegretario di Stato per l’lnterno Prof. Franco BARBERI
Al Signor Direttore Generale della Protezione Civile e S.A. Prefetto Giulio Maninchedda
Al Signor Direttore Centrale del Personale Prefetto Alessandro Morganti
LORO SEDI
Nei diversi interventi effettuati nel corso della Prima Conferenza Nazionale sulla Protezione Civile e stata sottolineata, dai diversi e qualificati partecipanti, l’attesa importanza degli obiettivi del federalismo amministrativo, della semplificazione dell’amministrazione ed i risvolti di tali principi riformatori nei confronti della Pubblica Amministrazione e della comunità.. Da tali premesse ed entrando nel tema concreto, un primo risultato correlato dalla presenza dei provvedimenti della Bassanini-bis, dovrà essere rappresentato da una semplificazione dei provvedimenti ammi-nistrativi relativi all’iscrizione a domanda nei quadri del personale volontario vvf avvalendosi delle forme di autocertificazione previste compiutamente dalla Legge 157/1968 e dalla legge 127/1997. E nell’ambito della produzione dei certificati necessari per l’iscrizione nei quadri si ritiene necessario abolire definitivamente la produzione del foglio di congedo illimitato quale documento comprovante "L’adempi-mento degli obblighi di leva" inter-pretato dall’Amministrazione quale svolgimento concreto del servizio militare.
Sull’illogicità di tale richiesta lo scri-vente, in occasione di alcune riunioni dell’apposita Commissione mini-steriale di categoria, ha fatto rilevare l’incongruità della produzione di tale documento, per i seguenti motivi: a) la presenza della sentenza del Consiglio di Stato del 28 novembre 1995 che ha permesso alle donne di accedere nei quadri del personale volontario vigilfuoco con una conseguente disomogeneità per quanto concerne la produzione dei documenti necessari per l’iscrizione nei ruoli b) la contraddittoria interpretazione da parte dell’Amministrazione dell’adempimento degli obblighi di leva inteso come prestazione di servizio militare mentre la normativa stabili-sce che il cittadino italiano non può essere ammesso a pubblico ufficio se non comprovi di essere in posi-zione regolare sia, nei riguardi degli obblighi di leva e nei riguardi del ser-vizio militare (art 4 del DPR 14 feb-braio 1964 n 237) configurando per-tanto due aspetti (obbligo di leva e servizio militare) con evidenti peculiarità e differenziazioni dei ruoli.

Si rappresenta perciò la necessaria esigenza di eliminare il menzionato requisito imponendo all’aspirante vigile volontario sulla domanda di iscrizione la dichiarazione di essere in posizione regolare degli obblighi di leva, come d’altra parte richiesto per il personale permanente e rece-pito nella bozza di Regolamento per il personale volontario.

Colgo l’occasione di porgere i migliori saluti.
II Segretario Generale
(Roberto ZANIN)

 La nuova procedura per l'iscrizione dei vigili volontari

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Ultimo aggiornamento: 3 agosto 1998 by Marco Cocchi © Copyright 1998
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