

L’auto Nazzaro dei Civici Pompieri di Persiceto, 1936
circa.
Roma, 17 novembre 1997
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Nel 1846 il Gonfaloniere Vincenzo Sassoli dispose l’acquisto di due Trombe Idrauliche, o "Pompe da spegnere Incendi", presso l’artista meccanico Angelo Diamanti di Bologna, per scudi 280. Simili a quelle dei Pompieri di Bologna acquistate a Parigi, erano complete di carro a 2 ruote, con timone per tiro a uomo, attrezzi, un fanale e tubi di lino. Avevano il corpo in ferro, con campane per due stantuffi. Azionate a mano, lanciavano l’acqua che una catena di persone con secchi di pelle gettava in un tino di rame. Anni dopo furono modificate per aspirare l’acqua dalle numerose canalette che scorrevano in città. Piazzata una Pompa sul luogo dell’incendio, occorreva tempo e precisione per montarla e metterla in funzione e potere controllare il fuoco. Si trattava di macchine molto delicate, tanto che il minimo errore le rendeva inutilizzabili; occorreva disporre di personale appositamente addestrato, i Pompieri. Nel 1880 le Pompe erano 4, divenute 8 nel 1921. Nel 1925 fu acquistata una motopompa. Delle antiche Pompe purtroppo non resta nulla, perché nel 1935 furono cedute al governo fascista come metallo. |
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Partiva allora un primo gruppo di Pompieri con una Pompa e un carro attrezzi, spinti a mano, o, più raramente, con un cavallo, noleggiato in piazza. II corteo che si precipitava correndo per le strade di Persiceto, spesso di notte, era composto da una turba schiamazzante di Pompieri, uomini e ragazzini. Le ruote di legno erano cerchiate in ferro, e sul selciato delle strade dovevano produrre un gran rumore. Un avvisatore li precedeva suonando una tromba, sia per chiedere strada, che per richiamare gli altri Pompieri dal loro lavoro. Giunti sul luogo dell’incendio i Pompieri iniziavano a montare le Pompe, aiutati da altri cittadini che provvedevano a salvare le masserizie dagli edifici incendiati, e formare una catena per alimentare la Pompa con acqua. Se necessario, salivano sul tetto con le scale e, usando le asce, tagliavano travi e assi per isolare le parti attaccate dal fuoco. Intanto arrivavano i rinforzi. Spento l’incendio, una squadra restava a sorvegliare il luogo per alcune ore, per impedire l’eventuale ripresa delle fiamme. |
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All’inizio del secolo essi partecipavano alla vita sociale della Comunità in molti modi che non rientravano nel soccorso immediato: avevano compiti di rappresentanza, di scorta al Gonfalone Comunale nelle numerose cerimonie pubbliche: premiazioni, commemorazioni, funerali, festeggiamenti, e durante le processioni religiose scortavano l’immagine sacra della Madonna del Poggio. Erano addetti alla sorvegliavano del Teatro Comunale durante gli spettacoli, e garantivano l’ordine pubblico al mercato settimanale del bestiame, durante le fiere, e sui corsi mascherati. Quando il 7 Aprile 1887 venne inaugurata la Stazione Ferroviaria di Persiceto i Pompieri coordinarono le operazioni della cerimonia e assicurarono il servizio d’ordine. |
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La presenza dei Pompieri in alta uniforme, con gli elmi d’ottone lucidati a specchio, i bottoni scintillanti, le insegne e i nastri colorati, contribuiva al tono elegante della circostanza. Per alcuni anni anche il Corpo Pompieri organizzò un proprio veglione. Fece notizia quello che aprì il Carnevale del 1889, cui parteciparono i colleghi dei vicini paesi e si concluse alle 7 del mattino successivo. |
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4. Dal dopoguerra ai nostri giorni
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