XVIII tCongresso Nazionale: Trivero - Ponzone (Biella) 3-4 Ottobre 1998
COME è andata; il nuovo consiglio, alcuni interventi
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Abbiamo passato due giorni di incontri, scambi di idee, manifestazioni in una cornice di architettura, storia, boschi, torrenti e cordialità. Sono molte le personalità intervenute, molti i vigili, tanti gli ospiti e gli amici.
Alla fine è rimasta tanta speranza per il futuro. E' stato un congresso di svolta? Vedremo.
Per adesso, un ringraziamento per i colleghi della zona per il grandissimo lavoro svolto.
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Leggerete i particolari sul prossimo numero della nostra rivista. Alcuni documenti: 
              la relazione del segretario Zanin; letta alla  presenza anche del prof. Barberi:

RELAZIONE: TESI CONCLUSIVA DEL XVIII CONGRESSO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PRESENTATA IL 4 OTTOBRE 1998 DAL SEGRETARIO GENERALE ROBERTO ZANIN
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 L'esposizione di questo documento rappresenta la sintesi del contributo offerto dalla sezioni provinciali dell'Associazione che in occasione dei lavori del 18° Congresso Nazionale hanno ritenuto di evidenziare un percorso programmatico per portare a soluzione quei problemi che investono la categoria dei vvf volontari; un contributo dovuto e fortemente voluto dai colleghi tramite la loro organizzazione rappresentativa.

 Quale primario obiettivo, riteniamo necessario evidenziare la rapida emanazione del DDL di potenziamento del CN VVF in cui, per la prima volta, sono state inserite alcune misure a favore della componente volontaria. Il miglioramento delle dotazioni tecniche dei distaccamenti volontari mediante l'istituto delle convenzioni tra Ministero e Regioni o l'estensione alla medesima Associazione dei benefici stabiliti per le organizzazioni di volontariato di protezione civile sono misure che abbiamo rilevato con estremo interesse; alle forze politiche abbiamo richiesto un rinnovato impegno atto all'approvazione di questo provvedimento che preveda anche, in tema di sviluppo e di incentivazione del volontariato la possibilità di svolgere il servizio militare nel CN VVF nell'ambito della propria sede ai giovani che prestano la loro attività nel distaccamento volontario.

    Nell'ambito normativo non può essere considerato oggetto di rinvio la presentazione del regolamento per il personale volontario previsto dalla Legge 609/1996: uno strumento che deve disciplinare in modo compiuto il reclutamento e l'avanzamento delle qualifiche del personale volontario un provvedimento in cui deve trovare spazio necessariamente il carattere gratuito delle prestazioni con il carattere peculiare in cui il volontariato si esprime e che preveda nei requisiti atti all'iscrizione le professionalità emergenti maggiormente consone all'attività tipica del Corpo e chiari programmi di avanzamento della componente, abbandonando determinate preclusioni ma basandosi sulle professionalità acquisite e sull'esperienza maturata. In tale contesto che dovrà recepire i temi della semplificazione amministrativa, sanciti dalla legge 127 del 1997, occorre maggiormente perseguire una dinamicità delle procedure attinenti l'organizzazione della componente volontaria. E' una richiesta motivata verificando quanto avviene in altre strutture del volontariato organizzato in cui l'impiego e l'immissione operativa del singolo volontario non è contraddistinto da lunghe attese ed estenuanti procedure come avviene nella nostra organizzazione a causa anche dei ritardi imputabili alla mancanza di personale permanente formatore, per le noti carenze di organico, necessario ad attivare i corsi di addestramento per il personale volontario neo iscritto. Per ovviare a tale situazione riteniamo necessario evidenziare l'assoluta necessità di affidare totalmente al personale volontario maggiormente esperto e con comprovata esperienza professionale l'affidamento dei periodi di addestramento ai colleghi neo-iscritti mediante percorsi di formazione compiuti all'interno dell'organizzazione volontaria che sicuramente manifesta quotidianamente la propria capacità tecnica. Nell'ambito dell'impiego si ribadisce fermamente l'esigenza di utilizzare la componente volontaria in caso di calamità nazionali; le capacità professionali tipiche di talune attività lavorative svolte dai volontari possono essere utilmente messe a disposizione in tali gravi occasioni,; si consideri la presenza di ingegneri, architetti, geometri in attività nei distaccamenti volontari e che potevano essere impiegati nelle verifiche statiche degli stabili colpiti dal sisma in Umbria. Verificare che in tale triste evenienza sono accorse circa 3000 persone appartenenti alle diverse organizzazioni di volontariato di protezione civile mentre ai nostri colleghi in possesso di professionalità specifiche è stata negata tale possibilità è certamente un negativo feed-back per l'immagine di solidarietà in cui ci identifichiamo. E' per questo che abbiamo visto con soddisfazione nell'interno del DDL di potenziamento una norma che inserisce il vigile del fuoco volontario nell'impiego operativo nelle calamità che periodicamente colpiscono la nostra Nazione aggregandolo alle colonne mobili regionali del Corpo.

 Nell'ambito dei progetti di sviluppo del servizio antincendi nazionale è innegabile che la copertura territoriale in cui solo l' 8% dei Comuni italiani ha una sede vvf contro l'80 della Francia od il 97% della Germania in cui l'organizzazione volontaria rappresenta quasi il 90 della forza complessiva deve vedere un sensibile aumento dei distaccamenti volontari . Ciò può essere perseguito con la volontà dell'Amministrazione tramite i suoi dirigenti periferici ed il concorso degli Enti locali che devono maggiormente investire in sicurezza, specialmente in una Nazione come d'Italia in cui i danni diretti relativi ad incendi nel 1994 sono stati pari a circa 5.000 miliardi (dati World Fire Statistics Centre) ed il rischio idrogeologico e sismico in venti anni ha provocato danni per circa 150.000 miliardi. Tale investimento deve essere equamente ripartito tra Stato ed Enti locali, un intervento statale integrato sotto il profilo finanziario con quello locale che permetterebbe di ottimizzare una forza volontaria organizzata che risente drammaticamente, come anello debole della catena, del difficile momento congiunturale. Nel contesto dell'espansione del servizio antincendi nazionale che dovrà vedere 
armonicamente uno sviluppo delle sedi volontarie e permanenti basandosi sulle reali esigenze del territorio, sulla presenza del rischio industriale e sull'urbanizzazione una particolare riflessione occorre farla sui distaccamenti a carattere misto. Noi riteniamo che l'aspetto dei distaccamenti misti, in cui dovrebbero coesistere nella gestione dei soccorsi personale permanente e volontario, potrà essere affrontato, oltre che sulla ovvia disponibilità del personale volontario interessato anche e soprattutto con delle regole certe e definite prive di quei rapporti di sudditanza fondati esclusivamente sulla superiorità di una categoria rispetto ad un'altra.
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    Riteniamo poi non rinviabile determinare gli aspetti che regolano organizzazione e gestione dell'organizzazione volontaria in modo uniforme su tutto il territorio nazionale; è alquanto assurdo e bizzarro verificare che una medesima disposizione dell'Amministrazione è interpretata od applicata in modo difforme nelle varie realtà periferiche oppure riscontrare che il servizio di soccorso è vincolato da rigide procedure che mal si adattano al carattere di straordinarietà dell'evento e soprattutto nel contesto di un'emergenza. Come non è più rinviabile il carattere di urgenza delle dotazioni tecniche della programmazione del materiale anche per la componente volontaria e che sopperisce a tali situazioni acquisendo autonomamente le risorse tecniche di cui sono prive. E su tale punto i delegati dell'Associazione invitano il Governo ad inserire nel DDL una misura tendente a concedere contributi pari all'imposta versata per acquistare tali beni che vengono contestualmente donati allo Stato
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Sul tema della protezione civile come volontari del Corpo Nazionale abbiamo espresso in più occasioni un nostro pensiero che è quello di avere un organismo che coordina le forze del soccorso in occasione dell'emergenza, una struttura deputata a gestire le emergenze imputabili ai vari rischi ed alla pianificazione dei soccorsi evitando sovrapposizioni operative o funzionali un modello in cui il Corpo nazionale dovrà essere la struttura operativa principale con compiti organizzativi dei soccorsi a livello territoriale le cui funzioni tecniche di coordinamento dovranno essere affidate ai dirigenti provinciali del servizio antincendio come già avviene in Francia con il piano ORSEC Come operatori volontari questa impostazione associata ad altre misure di prevenzione dei fenomeni correlati può essere già avviata in tema degli incendi boschivi che come noto hanno duramente colpito il territorio nazionale specie in quelle Regioni che dispongono di un consistente corpo forestale. Una revisione quindi dell'apparato della legge 47 in materia di incendi boschivi che affidi al Corpo nazionale interamente organizzazione e la gestione degli interventi, in quanto forza costantemente impiegata e maggiormente utilizzata (anche se il legislatore tale impiego lo prevedeva per casi particolari ) obbligando le Regioni ad attuare quei piani di prevenzione stabiliti dal legislatore.

 Come il volontariato di protezione civile è un interlocutore permanente nel sistema attuate di protezione civile, noi riteniamo che sia doveroso per il Corpo Nazionale inserire il proprio volontariato come struttura che sia non solo operativa ma soprattutto come organizzazione costituita da soggetti che hanno dei doveri, assunti per libera scelta ma anche dei diritti. Quindi la definizione di obiettivi, la programmazione, la pianificazione, gli aspetti che investono direttamente la componente volontaria dovranno necessariamente contemplare la nostra componente.

 Infine un appello ai rappresentanti degli Enti locali presenti: sostenete questo tipo di volontariato che svolge le sue funzioni unitamente ai colleghi permanenti senza clamori, né clangori. E' necessario considerare che l'intervento dell’ente locale è stato determinante per lo sviluppo di tali modelli di volontariato che con 194 distaccamenti sul territorio e più di 20.000 interventi svolti nel 1997 rappresenta nella propria comunità il primario servizio di protezione civile a disposizione di ciascun cittadino.

 

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Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 1998 by Marco Cocchi © Copyright 1998
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