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L'Archiginnasio, sempre teso a favorire il recupero e lo
studio storico delle biblioteche appartenute a personalità
della cultura, ospita l'esposizione - promossa dal Ministero
per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i
Beni Librari e gli Istituti Culturali, realizzata in
collaborazione con il Centro Studi Lucio Colletti ONLUS in
occasione del secondo anniversario dalla morte del filosofo -
come giusto omaggio alla memoria di un interprete
appassionato delle grandi tensioni ideali della seconda metà
del Novecento, che, grazie alla sua capacità di autocritica,
al suo desiderio di guardare oltre l'orizzonte delle proprie
certezze, seppe anticipare di almeno un decennio i
cambiamenti storici determinati dall'ascesa prima, dal
declino poi del marxismo teorico.

Le vicende biografiche accompagnano e chiariscono le sue
scelte intellettuali. Antifascista, partecipa alla Resistenza
nel Partito d'Azione. Nel dopoguerra, si laurea
all'Università di Roma con una tesi sulla logica di Benedetto
Croce che segna il suo distacco dall' Idealismo, per
giungere, in séguito all'incontro con Galvano Della Volpe,
all'adesione al PCI e al marxismo, sviluppato non solo come
sociologia scientifica ma anche come critica al Capitalismo e
allo Stato rappresentativo. Firmatario del "Manifesto dei
101"dopo la rivolta di Budapest del 1956, e sostenitore di
una linea di democrazia radicale, espressa dalle pagine della
rivista "Società", entra in conflitto coi vertici del
partito, che abbandona nel 1964, per fondare con altri il
periodico "La Sinistra", da lui diretto fino al 1967.
Considerato fra gli ispiratori del '68, con un largo seguito
fra gli studenti di sinistra, che affollavano i suoi corsi di
Storia delle dottrine economiche, Filosofia della storia e
Filosofia teoretica all'Università di Roma, proprio da quella
data cominciarono le sue riflessioni critiche
sull'incompatibilità fra marxismo e scienza, che lo portarono
nel 1974 all'abbandono definitivo dell'ideologia e al suo
progressivo isolamento politico, fino al volontario e
temporaneo esilio in Svizzera.
Dal 1978 al 1995 riprese l'insegnamento, sviluppando le sue
riflessioni sul valore e il significato della scienza. Nel
1996 Colletti viene eletto nelle liste di Forza Italia, senza
cessare di essere personaggio scomodo e indipendente, fino
alla morte improvvisa il 3 novembre 2001.
Tra le opere più famose ed esemplari del suo percorso
intellettuale ricordiamo, del 1969, Il marxismo e
Hegel, Ideologia e società, e, dell'ultimo
periodo, Tra marxismo e no (1979), Tramonto
dell'ideologia (1980), Pagine di filosofia
politica (1989), Fine della filosofia e altri
saggi (1996), e Introduzione al Manifesto di Marx
(1998).
La mostra si propone di ricordare lo studioso attraverso i
libri della sua biblioteca e comprende i testi che hanno
accompagnato la sua formazione filosofica, le opere sulle
quali ha lungamente riflettuto e dalle quali ha tratto
ispirazione, e, inoltre, alcuni ricordi personali quali
fotografie di famigliari ed amici, lettere, ritratti ed
oggetti a lui cari.
