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Giovedì 12 aprile 2007, ore 17,30 Impresa di vasto respiro, questa ricognizione dedicata all'arte contemporanea in Italia prende le mosse dal Canova, individuato come la figura che da noi incarna quella stagione rivoluzionaria nella quale una schiera di artisti quali Füssli, Blake, David, Goya e Turner ha stravolto i canoni su cui sino ad allora si era fondata l'arte dell'Occidente. |
Il volume prosegue armonizzando un'articolazione di carattere storico in
movimenti e tendenze con un'articolazione di carattere geografico, secondo
le varie aree regionali così presenti e incisive nel nostro paese.
Suddiviso in scansioni diacroniche corrispondenti alle principali emergenze
stilistiche che nel campo della pittura e della scultura si sono susseguite
nei due secoli presi in esame, il libro si propone di costruire una solida
griglia di riferimento in cui i diversi fenomeni trovino posto in una rete
d'insieme.
In questo quadro essenziale, che di proposito evita gli eccessi di erudizione
e di informazione aneddotica o bibliografica, la trattazione si sviluppa
offrendo analisi essenziali dei vari attori in campo, cercando di conciliare
i caratteri specifici con il profilo generale del movimento cui l'artista
ha dato il suo apporto. Ne risulta una storia che, come suggerisce l'autore,
ben si addice a "chi voglia avere un'idea sinottica, contestuale, organica
di come sono andate le cose e di quale sia stato il ruolo dei singoli".
Renato Barilli, critico letterario e d'arte (Bologna 1935). Ha preso parte alla neoavanguardia degli anni Sessanta, culminata nel Gruppo 63. Come critico d'arte ha storicizzato le esperienze d'avanguardia, dalla pop art, alla body art. È Professore ordinario di Fenomenologia degli stili e di Storia delle arti applicate in età contemporanea presso il Dipartimento delle Arti Visive dellUniversità di Bologna. I suoi interessi muovono dall'estetica per poi applicarsi sia alla critica letteraria sia alla critica d'arte. Nel primo ambito si può ricordare Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna, Milano, Bompiani, 2003. In campo artistico si possono ricordare L'arte contemporanea. Da Cézanne alle ultime tendenze, Milano, Feltrinelli, 1984, cui hanno fatto seguito L'alba del contemporaneo, ivi, 1995, e Maniera moderna e Manierismo, 2004. Un suo recente contributo è andato a Bergson. Il filosofo del software, Milano, Raffaello Cortina, 2005. È stato organizzatore di numerose mostre, dedicate a tutti i decenni dell'arte italiana del Novecento, nonché a grandi sintesi di quella dell'Ottocento. Collabora con "L'unità". Nel 1998 ha riportato il Premio Feronia per la critica militante.
