Associazione Italiana Contro l'Epilessia
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Eplessie farmacoresistenti
ricerca scientifica sostenuta dal Comitato Scientifico AICE
- composto dal
professor Raffaele
Canger,-
presidente, professor Giuliano
Avanzini
e dottoressa AnnaMaria
Vezzani
Evidenze cliniche e sperimentali suggeriscono che i meccanismi coinvolti
nella farmacoresistenza possono essere intrinsecamente associati alla patologia
epilettica ( o dipendenti dalla patologia cerebrale causale o indotti dalla
attività epilettica persistente) oppure acquisiti durante il trattamento
cronico con i farmaci antiepilettici. Tutti questi fattori possono coesistere
e sostenere una origine multifattoriale della farmacoresistenza.
Due principali meccanismi di farmacoresistenza sono attualmente ipotizzati:
Inoltre dati recenti suggeriscono il possibile ruolo di:
Studio:
Ruolo delle modificazioni di struttura e funzione dei bersagli d'azione
dei farmaci antiepilettici nel determinare farmacoresistenza.
I farmaci antiepilettici esercitano la loro azione terapeutica riducendo
l'attività dei meccanismi di eccitabilità della cellula nervosa,
alla cui eccessiva attivazione la fenomenologia epilettica è legata.
Bersaglio della maggioranza dei farmaci antiepilettici (fenitoina, carbamazepina,
acido valproico, lamotrigina, topiramato e felbamato) sono i canali del
sodio il cui ruolo nell'epilessia è ampiamente dimostrato. I farmaci
sopra elencati riportano a livelli fisiologici l'eccesso di attività
delle correnti sodio responsabili della scarica eccessiva delle cellule
appartenenti all'area epilettogena.
L'intensità e la cinetica delle correnti sodio è strettamente
correlata alle componenti molecolari dei canali che possono variare notevolmente
nelle varie aree cerebrali e che cambiano nel tempo in relazione alle richieste
funzionali fisiologiche o patologiche. In condizioni patologiche le proprietà
plastiche dei canali sodio giocano un ruolo importante nel determinare la
persistente condizione di ipereccitabilità che sostiene l'epilessia.
D'altro canto l'effetto inibitorio dei farmaci antiepilettici varia in rapporto
alla loro struttura molecolare e alcuni dati suggeriscono la possibilità
di una ridotta efficacia dei farmaci antiepilettici sulle correnti sodio
di cellule appartenenti a focolai epilettici (Vreugdenhil et al 1998, Remy
et al 2003).
Ci si propone di verificare se alterazioni della struttura molecolare di canali sodio riscontrabili in epilessie geneticamente determinate o acquisite modifichino l'attività dei farmaci antiepilettici attivi sui canali sodio.
In particolare verranno sviluppate le seguenti linee di lavoro:
Gli studi sono condotti in vitro con metodiche avanzate di analisi della funzione della cellula nervosa applicate a preparazioni strettamente rilevanti per le epilessie umane. Ci si attende quindi che i risultati siano trasferibili alla pratica clinica e, in particolare, alla terapia delle epilessie farmacoresistenti.
Legame
di farmaci antiepilettici ad alfa-1 glicoproteina acidica (AGP). L'albumina
del siero e AGP sono le due proteine plasmatiche più importanti che
legano i farmaci ed hanno quindi significative implicazioni farmacocinetiche.
L'albumina e' la proteina piu' abbondante (4 g/100 ml plasma) mentre i livelli
di AGP levels sono tra i 50-100 mg/100 ml plasma. Il fenobarbitale, la fenitoina
e la carbamazepina sono tra i farmaci che si legano ad AGP. AGP e' prevalentemente
concentrata nel fegato, anche se il gene e' espresso anche in altri distretti.
Non sembra esserci una espressione costitutiva nel cervello ma monociti, linfociti
ed altre cellule del sistema immunitario esprimono AGP e potrebbero quindi
rappresentare una sorgente di produzione nel parenchima cerebrale nelle condizioni
patologiche che coinvolgono un reclutamento dei meccanismi di immunità
adattativa. L'induzione epatica di AGP può avvenire in seguito a trauma,
infezione, infiammazione ed esposizione a citochine o glucocorticoidi.
Quindi un aumento di AGP nel plasma potrebbe cambiare significativamente il
legame dei farmaci antiepilettici e diminuirne la quota libera di entrare
nel cervello senza modificare la concentrazione plasmatica totale dei farmaci.
Scarsa informazione è disponibile sui livelli plasmatici di AGP in
pazienti epilettici. La nostra ipotesi e' che un aumento di questa proteina
nei pazienti farmacoresistenti possa contribuire al fenomeno della resistenza
al trattamento attraverso una diminuzione della quota libera di farmaco (Fournier
et al, 2000; Kremer et al, 1988).
In particolare vengono sviluppate le seguenti linee di lavoro:
Laboratorio
Sperimentale,
Dipartimento di Neuroscienze
"Mario Negri"
Via Eritrea 62
20157 Milano, Italia
Tel +39-02-39014.410/436 Neuroscienze Cliniche
Istituto
Nazionale Neurologico "C.Besta"
via Celoria 11,
20133 Milano, Italia
Tel: +39-02-23942-253
Sedi della ricerca sperimentale
REFERENZE BIBLIOGRAFICHE
Fournier T, Medjoubi-N N, Porquet D. Alpha-1-acid-glycoprotein. Biochem Biophys
Acta 2000; 1482: 157-171
Kremer JMH, Wilting JAAP, janssen HM. Drug binding to human alpha-1-acid glycoprotein in health and disease. Pharmacol Rev 1988; 40: 1-47
Remy
S, Urban BW, Elger CE, Beck H. Anticonvulsant pharmacology of
voltage-gated Na+ channels in hippocampal neurons of control and chronically
epileptic rats. Eur J Neurosci 2003b; 17: 2648-58
Vreugdenhil
M, Van VeelenCWM,Van Rijen PC, Da Silva FHL, Wadman WJ.
Effect of valproic acid on sodium currents in cortical neurons from patients
with pharmaco-resistant temporal lobe epilepsy. Epilepsy Res 1998; 32:
309-20.